Ventidue anni.
Quattro tentativi per superare l’esame di maturità.
Diecimila euro al mese per sessanta mesi, totale seicentomila.
Un miliardo, centosessantuno milioni, settecentosessantaduemila delle vecchie lire, che gli pagheremo noi tutti.
Due consolazioni.
Per accettare di avere quella faccia dovrebbero darmi molto, ma molto di più.
Per accettare di avere quelle capacità intellettuali, non ci sarebbe assolutamente prezzo.
Pensiero del giorno: “Siederai nel Consiglio”
(Mace Windu, “Revenge Of The Sith”, 2005)
Archive for marzo 2010
Numbers
The answer is (blowing in) the wind
In piena empatia da depressione di fine inverno col peloso, quindi, stamattina l’ho portato a fare il consueto giretto cittadino, necessario per i bisogni fisiologici di entrambi, primari (senza entrare nei dettagli) i suoi, secondari (caffè doppi a ripetizione con brioche), ma altrettanto fondamentali, i miei. Come sa benissimo chiunque coltivi la gratificante abitudine della seconda colazione fuori casa, seconda non nel senso di pranzo ma proprio di bis della prima, la hall of fame si ottiene quando alla scontata combinazione tazzafumante/fragrantedolcetto si aggiunge il frescogiornale del bar, lettura irresistibilmente piacevole grazie all’effetto-scrocco del non averlo comprato ma abilmente scippato agli altri avventori, operazione non priva di rischi specialmente in caso di confronto con vecchiettaincazzosa che deve vedere chi è morto, o cravattatoarrogante che deve vedere come va il pil. Io devo vedere le pagine sportive, ovviamente, e lo sfoglio dalla fine come i giapponesi.
Il problema, in tale strategia di consultazione destrutturata, è che può capitare di immergersi perdutamente nella mirabilante saggezza delle dichiarazioni post-partita del pedatore medio, tipo “era importante provare a vincere, ma anche non rischiare di perdere, però il pareggio ci penalizza”, roba da farci una tesi di laurea in filosofia della retorica, e apparire quindi assai concentrati nella lettura, con tanto di cenni affermativi del capo e un intercalare sommesso di “eh”, “azz”, “uff” e “maddài” sussurrati fra sé e sé. Il tutto senza essersi nemmeno resi conto, avendo ignorato la prima e i titoli per andare felici e inconsapevoli ad analizzare le moviole, di quale quotidiano si stia leggendo.
Beh, non è bello. Non è bello per niente quando alzi gli occhi, e quello che sta al banco vicino a te, precedente possessore provvisorio delle ambite pagine, ricambia lo sguardo con simpatia, ti dice in tono comprensivo che è vero, è proprio incredibile quanto rompono i coglioni ‘sti giudici del cazzo, ti offre il caffè, e se ne va scuotendo il fiero testone forzaitaliota. E tu ti accorgi di avere in mano il giornale di Feltri.
Pensiero del giorno: “Che puzza stupenda ci ha fatto scoprire, complimenti!”
(Han Solo, “A New Hope”, 1977)
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